Legami invisibili tra diversi linguaggi: un’intervista a Giovanna Iorio.

di Valentina Di Cesare e Viviana Fiorentino

Latitudini/Latitudes

Giovanna Iorio vive e lavora in UK. Artista eclettica, combina fotografia, suono, poesia e prosa nelle sue opere. Ha vissuto a Dublino, Torino e Glasgow. Ha collaborato con artisti e musicisti a livello internazionale, sempre alla ricerca di linguaggi diversi. È la fondatrice della Poetry Sound Library, una mappa interattiva per ascoltare i poeti del presente e del passato su una mappa del mondo. Ha anche fondato i progetti Voice Portraits e Voice of Trees. I suoi lavori hanno fatto parte di mostre ed eventi in diversi paesi europei.





Valentina e Viviana: Sei un’artista eclettica. Dai voce alla poesia, trasformi le voci in immagini (come nel progetto Voice Portraits), lavori con la fotografia, con il suono e la scrittura. Ci dici di più di come si combinano queste arti e qual è il legame che ravvisi quando passi da una all’altra?

Giovanna Iorio: Esplorare linguaggi diversi è un’opportunità a cui non mi sono mai sottratta. Da sempre mi affascinano i legami invisibili tra diversi linguaggi. Quasi tutte le mie raccolte poetiche, per esempio, sono state affiancate da illustrazioni, fotografie e o disegni di artisti che ho cercato con cura per costruire un percorso parallelo a quello delle mie parole. Non è sfiducia nella forza delle parole ma curiosità nei confronti di quello che le parole non riusciranno mai completamente a dire, ampliando la possibilità di comunicare. L’atto stesso della creazione artistica richiede molta flessibilità e quello che non si materializza con le parole sempre di più riesco ad esprimerlo con le immagini (ad esempio i Voice Portraits) o con le installazioni sempre più sperimentali (le prossime in programma sono Talking chairs, in cui utilizzo sedie trasparenti e voci di poeti, e Back to analog, con il ritorno della poesia al vinile).

Portraits of poets’ voices. È possibile ascoltare la voce dei poeti e ammirare il loro ritratto qui: Poetry Sound Library

Valentina e Viviana: Vivi immersa tra più culture e lingue. Come influenza il paesaggio geografico la tua arte e cosa significa usare ed essere esposti a più lingue?

Giovanna Iorio: Mi sono trasferita a Londra quattro anni fa ma la mia famiglia è multilingue e il mio ambiente di lavoro è sempre stato internazionale anche quando vivevo a Roma. La lingua italiana è la mia lingua madre, è in questa lingua che mi sento completamente a casa ed è per questo che posso vivere senza troppa nostalgia ovunque. In UK insegno letteratura italiana e continuo ad interagire con autori italiani grazie al mio quotidiano lavoro con gli studenti. L’inglese resta una lingua misteriosa e meravigliosamente estranea a volte, ma in una maniera stimolante. Ogni tanto, infatti, mi soffermo sull’unicità e intraducibilità caratteristiche di ogni lingua e trovo che l’arte sia il luogo più stimolante per esplorare le possibilità della comunicazione tra le creature del mondo.

Poesia nell’aria, mostra al festival di Narnia, luglio 2020.

Valentina e Viviana: Hai vissuto in Gran Bretagna e in Irlanda e hai svolto dei progetti nella Repubblica Ceca. Hai riscontrato differenze tra questi paesi nell’ambito della fruizione e della diffusione della poesia da parte dei lettori?

Giovanna Iorio: Mi piace molto che, in questo momento soprattutto, le mie installazioni e i progetti che ho realizzato non abbiano confini geografici e sono facilmente accessibili in tutto il mondo. La mostra virtuale La voce della poesia italiana, presso l’Istituto Italiano di Praga, mi ha confermato che anche le istituzioni sono pronte ad accogliere progetti innovativi con l’obiettivo di promuovere la poesia italiana in modi assolutamente nuovi. Mostre virtuali, ritratti vocali, audio e interattività attraggono migliaia di nuovi visitatori, soprattutto i più giovani che qualche volta non mostrano grande interesse per la poesia. A Praga, in particolare, si avvera il mio sogno di vedere i ritratti delle voci diffusi per le strade della città, con una campagna di cartelloni pubblicitari e il QRCode che porta la voce del poeta italiano direttamente nel cuore della vita quotidiana. La voce e il ritratto della voce di Magrelli, Candiani, Gatto e altri poeti italiani, verranno diffusi alle fermate dei tram e porteranno la poesia ai cittadini. Lo trovo un progetto meraviglioso e ringrazio chi mi ha aiutato a realizzarlo (la direttrice dell’Istituto Alberta Lai ama la poesia e crede nel suo messaggio di speranza e pace).

Valentina e Viviana: Con la tua mappa Poetry Sound Library il linguaggio della poesia ha incontrato il linguaggio tecnologico. La bellezza di questo progetto sta oltretutto nel fatto che non potrà mai dirsi effettivamente terminato. Puoi raccontarci la sua genesi e il suo sviluppo?

Giovanna Iorio: La Poetry Sound Library (PSL) nasce nel novembre del 2018 dopo anni di ricerche e studi. Nella libreria di Umberto Eco gli autori sono divisi per provenienza geografica. Ho sempre pensato che quello di Eco fosse un modo interessante e utile di archiviare gli autori. La PSL mette insieme le infinite e splendide possibilità di un archivio sonoro con la funzionalità delle mappe Google che permettono di esplorare la città (indicata dal poeta) per una full immersion totale nel mondo dell’autore. In poco più di due anni, la PSL è diventata un fenomeno sia per il numero di ascoltatori/visitatori (migliaia di ascolti giornalieri) sia perché continua a crescere e dare voce a chi (anche in un angolo remoto del nostro pianeta) non avesse la possibilità di farsi ascoltare. La PSL è un organismo vivente e continua a crescere; potrebbe, in teoria (e se avessi dei collaboratori) ospitare tutte le voci del mondo presenti, passate e future. Un’utopia straordinaria, dunque, che si realizza grazie alla tecnologia e di cui io sono entusiasta.

https://poetrysoundlibrary.weebly.com/giovanna-iorio.html

Valentina e Viviana: Dalla Poetry Sound Library è nato un altro progetto, quello di Voice Portraits. E poi, Voice of Trees. Scrivi che questi progetti vogliono «preservare la voce dei poeti del passato e del presente ».Ti va di darci qualche informazione in più ? E qual è l’importanza di preservare le voci?

Giovanna Iorio: Immagino che quello che mi si chieda qui è una sintesi, in realtà ci sarebbe tanto da dire e non posso far altro che suggerire a chi è incuriosito di leggere sui siti sia di VP che di VoT di cosa si tratta. In breve, i Voice portraits dei poeti sono spettrogrammi che realizzo a partire dalla voce del poeta (e da una sua lettura). Lo spettrogramma rende possibile la visualizzazione di ogni voce. “Vedere la voce” è oramai una esperienza possibile e credo che il mio progetto sia unico al mondo. Ho realizzato molte mostre, sia in UK che in Italia (ma anche in Francia dove c’è molto interesse per i VP) facendo vedere a un pubblico stupito la bellezza della voce e diffondendo la poesia a partire dall’immagine e tornando con meraviglia al suono. Un gioco sinestetico che continuo ad esplorare con progetti sempre più coinvolgenti, spero, sia per il pubblico che per i poeti coinvolti. Di solito le installazioni/mostre sono collettive e si creano sinergie nuove con poeti di tutto il mondo che, dopo la mostra, continuano ad interagire, a tradursi a vicenda, a crescere e mutare insieme. La voce è una immagine bellissima e unica quando viene trasformata in uno spettrogramma. Credo che non smetterà mai di stupirmi la scoperta dei colori di ogni voce, e se potessi lo farei a tempo pieno. Le opere sono uniche e alcuni collezionisti d’arte hanno cominciato ad interessarsi ai voice portraits e a farmi interessanti proposte. Per esempio la voce di Yoko Ono e quella di T.S. Eliot sono tra le più richieste.

VoT (Voice of Trees) è, invece, una installazione sonora che realizzo con una App che mi permette di geo-localizzare le voci dei poeti ovunque desideri. Si tratta di “passeggiate sonore” da fare dove esiste Voice of Trees (e si può richiedere o proporre una passeggiata nella propria città). In questo modo le poesie, musiche, installazioni sono accessibili semplicemente grazie ad una App gratuita. Io mi definisco una piantavoci, seminare poesie nell’aria sembra un’idea magica ma di nuovo, tutto il mio lavoro unisce poesia e tecnologia ed è per questo che sembra così “magico”. Io sono un’appassionata di tecnologia e qui a Londra da quattro anni studio sound art e collaboro con sound artists per continuare ad imparare da loro e con loro. Questi progetti richiedono anni di studio e la fusione di tanti linguaggio. In questa ricerca mi accompagna lo stupore, la curiosità e tanta passione per la poesia, la voce e la tecnologia.

Da “Cinque poesie azzurre”

1.

È già accaduto
E tutto accadrà ancora
Il giorno ricomincia ogni giorno
In fondo al cielo
Il veliero attraversa l’orizzonte
E poi cade nel buio
Quando ero bambina
La sera veniva dal giardino
Rincasava silenziosa
Abitava con noi
A volte gli portavo una rosa
per farmela amica
E lei mi parlava per tutta la notte.

5.


Ho imparato dalle ossa degli uccelli
Che il volo non s’impara
Ci vogliono passaggi d’aria
Nel corpo e nella mente
E allenamenti strenui all’alba
Quando il cielo trema
E all’orizzonte appare
Il sole il mare

© Valentina Di Cesare & Viviana Fiorentino

© Giovanna Iorio

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