♫ «Come fionda mi tendo». Milena Milani e La ragazza di fronte

Soggettività, laconicità e malinconia sono tre parole chiave per entrare nella poesia di Milena Milani e della sua raccolta La ragazza di fronte (Edizioni del Cavallino di Venezia, 1953). Come già altri libri del prestigioso catalogo della casa editrice veneziana, anche il volume della nostra poeta portava allora, all’interno, la firma di un artista — nel suo caso Giuseppe Capogrossi, pittore caro sia a Carlo Cardazzo sia alla stessa autrice.

È Venezia la protagonista di alcuni testi: una città salva dai bombardamenti del secondo conflitto e in cui la vita scorre lenta, eppure non priva di ostacoli. Scrive Milani, nell’avvertenza, che i 27 componimenti «sono stati scritti nell’inverno 1944-’45», e aggiunge: «Ero spesso ammalata, le giornate erano tristi perché c’era la guerra, la città era oscurata, c’era qualcosa di cupo nell’aria, che opprimeva anche il cuore». Per questa ragione i versi virano verso la mancanza dell’amato o la sua lontananza; considerano i sentimenti umani come complessi da sopportare; leggono i luoghi e le azioni quotidiane come insostenibili. La solitudine, sempre presente, è la misura poetica in quest’opera come cifra della scrittura, sua costituente tematica e stilistica insieme. La ‘solitudine lirica’ di Milena Milani, in effetti, è una scelta audace, a difesa del femminile e di una voce propria, che declina l’esistenza senza paura di sottrarvisi. Sembra fluttuare, la voce, «teorematica» (Viviana Fiorentino) come in un brano di Bach — che abbiamo scelto per il nostro podcast — oppure, per calarla nella sua contemporaneità, come in un malinconico brano del ’34 di Duke Ellington: appunto (In my) solitude (da ascoltare qui cantato da Billie Holiday). Si può aggiungere ciò che è stato affermato dal critico francese Michel Seuphor, sempre citato da Milani nella prefazione originale al libro: «Questa apparente leggerezza contiene una forza straordinaria che non conosce il suo stesso segreto. Il segreto della forza è la grazia». Nelle poesie non resiste solo un senso di svuotamento bensì esiste una sospesa forza che diventa grazia. Ma chi è “La ragazza di fronte” per Milani? Colei che guarda, osserva e si espone; colei che viene osservata e si muove nel mondo; talvolta un doppio della scrittrice o un suo sdoppiamento. È una figura misteriosa che si presenta con naturalezza, senza chiedere al lettore l’accettazione del sé; resta nel proprio presente, sopravvive al tempo ed esprime la sua libertà di agire, nella vita come nella poesia.

A Milena Milani dedichiamo un altro appuntamento sul nostro blog, nel giorno del suo compleanno (Savona, 24 dicembre 1917 – Savona, 9 luglio 2013), con questo testo e un podcast.

(at)

INCREDIBILI FREDDI

Incredibili freddi
quando salgo i ponti
e gli vado incontro.
Lui che è calmo
non sa che tremo
perché sono innamorata.

*

LA RAGAZZA DI FRONTE

La ragazza di fronte
amò un musicista
per pochi giorni
ma appena partito
rivide il vecchio fidanzato.

*

LA SOLITUDINE È TROPPO PESANTE

Qualche volta in casa
non si resiste
si esce per non pensare
poi ci si accorge
che anche nel freddo
il cuore dice il suo nome.

*

COME FIONDA MI TENDO

Io mi sento a volte
una pietra legata alla corda,
oscillo; come fionda mi tendo.

Ho paura di colpire con il mio cuore.

 

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