#LeggiMilena #1 | Milena Milani, Finestra sul cielo

Oggi prende avvio la rubrica #LeggiMilena dedicata ai racconti di Milena Milani, scrittrice di cui ci siamo già occupate sul blog. Offrirò un racconto ogni primo lunedì del mese, nel tardo pomeriggio, per i prossimi mesi.

Leggere questa scrittrice è il miglior modo di scoprire e conoscere la sua prosa e il suo stile, che prendono forma soprattutto negli anni in cui pubblica racconti sul quotidiano «La Stampa» e su altre testate, tra i decenni Cinquanta e Sessanta. Quella fu quasi la sua prima attività continuativa, come corrispondente e giornalista, a fianco di quella di promotrice artistica per le Gallerie di Carlo Cardazzo, noto collezionista veneziano, mecenate e suo compagno di vita per molti anni. L’assiduità della scrittura la porterà a pubblicare due raccolte, nel 1943 L’estate (Edizioni del Cavallino) e nel 1954 Emilia sulla diga (Mondadori).

Storicizzare un’autrice e, più in generale, scrittrici e scrittori, è un modo per avvicinarsi alla loro opera filologicamente. Seguire una linea per ricostruire i contorni e i confini del loro lavoro, così come comprendere il significato del loro percorso in itinere, porta a verificare, da lettrici e lettori, come si modifica il significato del loro scrivere nel tempo. Pone, anche, delle domande; in questo caso: i racconti sono stati pensati per la rubrica? Sono stati scritti negli anni di pubblicazione o prima? Se si possono fare delle ipotesi, pare che Milani fosse mossa da una voracità di scrittura irrinunciabile, che la portava a confrontarsi con un mestiere in crescita ma anche con la necessità di essere riconosciuta (ad esempio al Premio Strega; si veda qui). A mio avviso molti dei testi che troviamo su «Stampa Sera» appartengono agli anni in cui sono usciti e sono frutto di una scrittura che cerca se stessa e un mestiere, com’è stato per tanti intellettuali del tempo, ad esempio per Giovanni Comisso, che per vivere pubblicava racconti su quotidiani di tutta Italia (e lo fece per lungo tempo).

#LeggiMilena ci avvicinerà alla prosa breve di Milena Milani, scrittrice dimenticata fino a questi anni, attraverso alcuni testi dedicati a Venezia e ad altre città da lei amate, incontrando i personaggi da lei incontrati, osservando la realtà e le cose attraverso i suoi occhi.

La rubrica sarà accompagnata da podcast: ogni racconto seguirà il filo della voce per riavvolgere e presentificare la scrittura di Milena Milani.

Si affollano, attorno a lei, le dimensioni di una forma lirica che comunica, seduce e ci fa scoprire di più del suo profilo attraverso le sue parole, senza “falsi miti” né sensazionalismi, senza ‘sovrainterpretazioni’.

Alessandra Trevisan

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Finestra sul cielo

Proprio adesso ha smesso di piovere.

Il cielo si è improvvisamente schiarito; non so come, in pochi secondi, alle nuvole grigie e basse si è sostituito un azzurro intenso, e soltanto laggiù in fondo, verso le montagne, sono restati ancora cumuli gonfi, di un bianco latte.

Il cielo mi piace, così.

Mi piace talmente che sono davanti alla finestra, seduta nella mia poltrona, e guardo senza stanchezza. Perché io ho questa grande fortuna, di avere una finestra che non ha altri palazzi di fronte, nessun muro, soltanto il cielo.

Sul davanzale le mie piante respirano l’aria fresca dopo il temporale, poco fa, quando pioveva a dirotto, ho chiuso i doppi vetri per ripararle, ma ora no, ho aperto tutto. Le piante sono sette: un geranio, poi un altro geranio, ma senza fiori; un bellissimo ciclamino, con un fiore già sbocciato ed altri che stanno preparandosi; un altro geranio, ma piccolo e stento, potrei dire meglio un rametto di geranio, dato che l’ho ripiantato da poco, perché si ruppe un geranio grande, chiudendo la finestra; una fucsia che mi ha regalato Marco da due giorni, è addirittura stupenda, con foglie e fiori; una piantina verde acquatica, di cui ignoro il nome; e infine una primula che ho dall’anno scorso e che improvvisamente ha ripreso vigore, mettendo foglie nuove, ma senza fiorire.

Sono le mie piante preferite, e stanno molto bene. Spesso, quando esco, appena fuori dall’androne, alzo gli occhi per guardare la finestra e così saluto mia madre che di lì si affaccia per vedermi ancora.

Mia madre resta alla finestra anche quando io salgo sul motoscafo, e il motoscafo passa proprio sotto la nostra finestra. L’acqua del canale si gonfia, sembra arrivare alle «fondamenta». Lì sopra, la nostra casa, piccola e vecchia, sembra un giocattolo, è un po’ storta, con i muri sciupati, il tetto leggermente a sghimbescio, tuttavia fa ancora la sua figura, e la finestra fiorita è realmente bellissima.

Lungamente, prima che il canale volti a destra, io guardo indietro, quel colore azzurro grigio della pietra, la facciata screpolata, il marmo bianco del cornicione, dove sono i nidi delle rondini e dei passeri, che la mattina scendono a cercare briciole di pane che io butto fuori. Ogni volta che mi allontano così, il cuore si stringe di malinconia, il volto di mia madre diventa sempre più piccolo e infine sbiadisce dietro le piante.

Anche la finestra diventa microscopica, e la mia casa addirittura piccolissima: tutt’intorno trionfa il cielo. Allora mi metto a guardarlo e quella luce diffusa mi entra dentro, attraversa gli occhi, penetra in me.

L’acqua batte ai piedi dei palazzi, il motoscafo va veloce, ed io sto vicino al guidatore, qualche volta lui mi cede il suo posto su uno sgabello altissimo, dentro la cabina. Mi succede di dimenticare la fermata dove debbo scendere, e spesso il bigliettaio mi fa pagare la multa, ma la pago volentieri.

Lui apre una borsa di cuoio, stacca un biglietto azzurro, dice: «La differenza, per quale fermata?» «La prossima», rispondo io, ma sempre vado più avanti.

L’acqua si fa nera, il canale si apre, tutto il cielo ingrandisce, diventa smisurato, qua e là per gioco se ne stanno isole con verdissimi giardini.

© Milena Milani

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Racconto apparso su «Nuova Stampa Sera», 7-8 giugno 1952.

La foto utilizzata per la rubrica è conservata alla BEIC – Fondo Paolo Monti.

Una parte del racconto è apparso anche nel post: https://leortique.wordpress.com/2021/07/02/milena-milani-e-una-vita-che-si-racconta-a-venezia/

#LeggiMilena #1 – Finestra sul cielo #milenamilani

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